DIVINE VINYL – suoni ribelli

Divine Vinyl - Suoni Ribelli - Story - Freedom Street Radio
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All’improvviso, nell’oblio del vuoto, nel silenzio del nulla, dove il tempo non ha memoria e dove il suono non ha più vita, ecco che accade.
Senza ragione.
E dal più remoto abisso dell’universo riemerge. Come una maledizione che aleggia già pronta a colpire.
Nello stesso istante, in un altro luogo remoto, qualcosa si mosse.
Era un’onda. Una flebile pulsazione. Un grido di speranza che nessuno aveva mai udito, ma che tutti i cuori avrebbero potuto sentire.
Il segnale attraversò anni luce di buio, esplosioni magnetiche e polveri cosmiche, fino a sfiorare un puntino lontano, pieno di suoni e rumori.
La Terra.

Erano circa le ventidue quando Lori seguì Brendol lungo le scale che portavano a un seminterrato strapieno di dischi, poster sbiaditi, luci soffuse, ricordi e tanta nostalgia. Il DJ raggiunse il mixer per riprendere una traccia, mentre Lori si lasciò cadere su una vecchia poltrona e si mise un paio di cuffie.
Brendol lo aveva invitato con la scusa di fare quattro chiacchiere, proponendogli uno dei suoi storici set musicali, una birra belga da almeno nove gradi e forse anche la sensazione di tornare indietro, ancora una volta, negli anni in cui avevano vissuto tutto al massimo.
Nessuno dei due, però, sapeva che quella sera sarebbe cambiato tutto.

«Oh, bella questa!» disse Lori esaltato. «L’avrai suonata al Bunker… tipo nel ’95, mi sa. È sempre una delle migliori.»
Brendol, con un tono misterioso, ribatté: «Senti questa invece…»
Abbassò il volume. Il suono scomparve, lasciando un vuoto che sembrava inghiottire tutto. Poi, qualcosa arrivò. Non era musica, non era rumore. Sembrava una vibrazione impossibile da identificare, che si sentiva fin dentro lo stomaco, forte.
«Ma… cos’è?» chiese Lori, sorpreso.
«È partita così, da sola, tre giorni fa» rispose Brendol, a bassa voce. «Pensavo fosse un’interferenza. Ma poi ogni sera torna, sempre uguale. Solo che oggi… ha fatto il mio nome. Ha detto proprio: Brendol.»
La vibrazione continuava, ipnotica e inquietante.
«Brendol, cos’è ‘sta roba?» Lori si raddrizzò sulla poltrona, serio.
«È una trasmissione. Un richiamo. È… SYNCO.»
«Chi?!»

«Sistema di Yperconnessione e Navigazione Cosmica Organica.» Brendol spiegò con calma.
«È una rete. Una rete di suoni che collega tutti i pianeti in cui esistono forme di vita capaci di comunicare attraverso qualsiasi tipo segnale.
Solo una creatura per pianeta può accedere a SYNCO. Da quello che ho capito, la selezione avviene in base all’energia che emettiamo quando creiamo onde sonore con passione e dedizione. E, Lori, hanno scelto me.»
Lori lo guardò in silenzio. Brendol aveva gli occhi che tremavano.
«E tu?» chiese infine.
«Io devo rappresentare la Terra. Ma non posso farlo da solo. Mi serve qualcuno capace di dare voce ai miei suoni. Sei l’unico che sa ascoltare davvero la mia musica, Lori. Per questo, ho bisogno di te.»
«Ma… per fare cosa?» Lori lo scrutò, curioso.
«Dobbiamo difenderci Lori, siamo in pericolo.

NÔN, il Nemico dei Nemici, il non-suono… è risorto dagli abissi del tempo dimenticato ed è tornato per spegnere ogni cosa. Si muove veloce, di pianeta in pianeta, avvolge e soffoca voci, segnali e frequenze, ne assorbe l’energia, lasciando echi di vuoto e mondi silenti…»
«E come ci difendiamo?»
«Dobbiamo trasmettere. Suoni e parole. Nel nostro stile. Un chiaro segnale musicale che vibri libero, sincero e istintivo attraverso SYNCO. Un’onda sonora ribelle carica di energia pura pronta ad esplodere, un’arma dirompente Lori.
«Divine Vinyl?» sussurrò Lori.
Brendol annuì, serio. «Sì. Divine Vinyl. Il programma radiofonico che stavamo per mandare in onda. Ma da stasera, Lori… non trasmettiamo solo, combattiamo.
Te la senti?»
Lori sorrise, deciso. «E me lo chiedi?»

La taverna sembrava allargarsi all’infinito.
Brendol si aggiustò le cuffie.
Lori sistemò il microfono.
La trasmissione stava per cominciare.


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