Di Fabio Gómez per Megazine Side – Freedom Street Radio 22 ottobre 2025 – In un mondo di selfie e filtri, torniamo a storie vere, piene di passione, potere e misteri. Ispirato alla nostra puntata di LIFE IS NOW, questo articolo racconta Marilyn Monroe, la sua vita intrecciata ai Kennedy e l’ombra della Guerra del Vietnam. È una storia di cuori spezzati e segreti nascosti, con fatti veri e qualche teoria intrigante. Pronti a scoprire cosa c’è dietro le maschere?
Capitolo 1: Una Stella Nasce – Marilyn e i Kennedy (1954-1960)
Marilyn Monroe non era solo una diva di Hollywood: era un’anima fragile nascosta dietro un sorriso da copertina. Nata Norma Jeane Mortenson nel 1926, divenne una star negli anni ‘50, quando l’America aveva paura della Guerra Fredda e del comunismo. Ma la sua vita cambiò quando incontrò i Kennedy, una famiglia potente che voleva salvare il mondo.
Nel 1954, Marilyn conobbe John F. Kennedy (JFK) a una festa di Hollywood per raccogliere fondi.9 Non fu subito amore, ma un’amicizia che crebbe negli anni. JFK, allora senatore, era sposato con Jackie, ma famoso per i suoi flirt. Marilyn, fresca di matrimonio con Joe DiMaggio, era l’icona sexy che tutti adoravano. Per JFK, lei era perfetta per brillare in pubblico. Intanto, in Vietnam, le cose si scaldavano. Nel 1954, i francesi persero a Dien Bien Phu, e il paese si divise: il Nord con i comunisti di Ho Chi Minh, il Sud con l’appoggio degli USA. Il presidente Eisenhower temeva che il comunismo si spargesse come un domino, quindi mandò aiuti al Sud. Nel 1955, Ngo Dinh Diem prese il controllo del Vietnam del Sud, con gli USA dietro di lui. Questo fu l’inizio di un casino che JFK avrebbe affrontato dopo.

Marilyn, però, cercava qualcosa di vero. La depressione e un’infanzia dura la spingevano a volere amore sincero. I Kennedy, con il loro fascino, sembravano la risposta, ma nascondevano segreti. Nel 1960, JFK vinse le elezioni contro Nixon, promettendo di fermare il comunismo. Marilyn, ormai separata da Arthur Miller, era al top con film come Gli uomini preferiscono le bionde. Il loro legame stava per diventare più profondo… e pericoloso.
1.1: Il “Diario Rosso” e la Guerra Fredda
Negli anni ‘50, Marilyn scriveva i suoi pensieri in un diario rosso, un quaderno segreto dove buttava giù emozioni e chiacchiere. Non era un’agenda normale, ma il suo modo di sfogarsi, come confermato dal suo amico Ralph Roberts.1 Questo diario, sparito dopo la sua morte, è leggenda: alcuni dicono contenesse segreti su JFK, come piani della CIA contro Fidel Castro a Cuba. Lo scrittore Anthony Summers, in Goddess (1985), dice che Marilyn si sentiva usata, come una pedina in un gioco troppo grande per lei. In Vietnam, nel 1956, scoppiarono i primi guai: Diem disse no alle elezioni per unire il paese, temendo che i comunisti vincessero. Gli USA mandarono armi e addestratori, preparando il terreno per la guerra.


Capitolo 2: Amori e Tensioni – 1961-1962
Quando JFK divenne presidente nel 1961, l’America sognava in grande con la sua “Nuova Frontiera”. Ma dietro le quinte, c’era dramma. Marilyn e JFK si avvicinarono nel marzo 1962, durante una festa a Palm Springs. Ralph Roberts racconta che Marilyn gli confidò: “Quella notte con JFK fu speciale, ma unica.”1 Si videro solo quattro volte tra il 1961 e il 1962, dice Donald Spoto in Marilyn Monroe: The Biography. Però Marilyn si legò di più a Robert F. Kennedy (RFK), il fratello di JFK e ministro della giustizia.
Il momento clou? Il 19 maggio 1962, quando Marilyn cantò “Happy Birthday, Mr. President” a JFK al Madison Square Garden, con un vestito scintillante che fece impazzire tutti. Ma Jackie era furiosa, e JFK “passò” Marilyn a RFK, secondo il biografo James Spada. L’attrice Shirley MacLaine vide JFK uscire dalla stanza di Marilyn quella notte. Marilyn si sentiva usata e ferita, come confidò ad amici.

2.1: Il “Happy Birthday” che Cambiò Tutto
Quel “Happy Birthday” del 1962 fu un momento iconico, ma anche una svolta. Marilyn, un po’ brilla, incantò il pubblico, ma fece arrabbiare Jackie, che mise fine al flirt con JFK. Marilyn si avvicinò a RFK, ma anche lui era preso dalla politica. In Vietnam, il 1962 portò il Programma Phoenix, una campagna dura contro i Viet Cong. Marilyn, sentendosi tradita, scrisse nel diario che voleva spifferare tutto. Aveva paura per la sua vita, come disse a Roberts.
Capitolo 3: Una Fine Tragica – 1962-1963
Il 4 agosto 1962, Marilyn morì a 36 anni per overdose di sonniferi. Il coroner disse “probabile suicidio”, ma qualcosa non torna.Non c’erano pillole nel suo stomaco, come se avesse preso un’iniezione. Il telefono era scollegato, la porta chiusa dall’esterno. Anthony Summers, in Goddess, dice che morì verso le 22:30, non alle 3:50.14 Eunice Murray vide un cavo telefonico sotto la porta, e RFK era a Los Angeles quella notte. Il diario rosso sparì. Era nell’elenco dei suoi oggetti, ma puff, svanito. Fred Otash, un investigatore, sentì Marilyn litigare con RFK al telefono, accusandolo di averla costretta a un aborto e minacciando di parlare di Castro. Alcuni pensano che RFK, con l’aiuto di Peter Lawford (suo cognato), fece sparire prove per proteggere i Kennedy.6 L’FBI, guidata da J. Edgar Hoover, spiava Marilyn, ma nega ogni coinvolgimento. Gerald Ford? Probabilmente un errore: non c’entra con Marilyn. Forse intendevi JFK o RFK. Ma i Kennedy mescolavano amore e politica: Marilyn sapeva di piani segreti CIA contro Castro, raccontati da JFK.

In Vietnam, JFK continuò a mandare aiuti, come l’Agent Orange, un erbicida tossico, e addestrò migliaia di soldati sudvietnamiti. Poi, il 22 novembre 1963, JFK fu ucciso a Dallas, appena 15 mesi dopo Marilyn. Documenti dell’FBI (2017) dicono che RFK era preoccupato per i “guai con Monroe”. Alcuni credono che la morte di Marilyn abbia alimentato le paure dei Kennedy.
3.1: La Notte del Mistero
Alle 19:00 del 4 agosto 1962, Marilyn cenò con RFK al Cal-Neva Lodge, parlando della loro rottura. Tornò a casa alle 22:00 e chiamò RFK alle 23:30, arrabbiata. Alle 3:00, Eunice Murray trovò Marilyn morta, con un telefono in mano. L’autopsia trovò sonniferi, ma niente nello stomaco. Summers pensa che qualcuno, forse il suo psichiatra Greenson o Murray, le fece un’iniezione per ordine di RFK, per zittirla. Nel 1982, il procuratore di Los Angeles riaprì il caso: “Ci sono buchi nella storia, ma niente prova un omicidio”. Otash vide il diario: c’erano note su Castro e i Kennedy.

Capitolo 4: Cosa Resta – Dal 1963 al 1975
Dopo la morte di JFK, Lyndon Johnson prese il Vietnam in mano. Nel 1964, l’incidente del Golfo del Tonchino portò a 500.000 soldati americani. L’Offensiva del Tet nel 1968 fece crollare il supporto degli americani alla guerra.22 RFK, candidato presidente nel 1968, fu ucciso a Los Angeles, un’eco tragica di Marilyn. La guerra finì nel 1975 con la caduta di Saigon: 3 milioni di morti, un disastro. Marilyn, come il Vietnam, fu una vittima del potere: una donna che cercava amore vero, schiacciata da segreti troppo grandi.
4.1: Verità o Teorie?
Documenti FBI del 2017 confermano che Marilyn era spiata per i suoi legami coi Kennedy. Non ci sono prove di omicidio, ma i misteri (l’ora della morte, il diario sparito) tengono vive le teorie. Come il Vietnam: un pasticcio che è iniziato piano e finito in tragedia.
Togli la Maschera!
Marilyn, i Kennedy e il Vietnam ci insegnano una cosa: le maschere possono distruggere. Lei cercava verità in un diario perduto; JFK voleva vincere una guerra impossibile. Oggi, chiediti: essere veri ti salva o ti mette nei guai? Ascolta LIFE IS NOW su Freedom Street Radio per parlarne insieme!
Fonti: Goddess di Anthony Summers (1985), Marilyn Monroe: The Biography di Donald Spoto (1993), documenti USA sul Vietnam (NSAM), file FBI declassificati (2017)


