Vimercate: un luogo, tante storie

di Marta Ronconi

Vimercate: un luogo, tante storie
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Siamo giunti al termine del nostro viaggio alla scoperta della Brianza e vogliamo finire con una cittadina molto interessante: Vimercate.

Ci troviamo nella parte orientale della Brianza, nei pressi del fiume Molgora, in una zona con un importante polo tecnologico che dall’inizio degli anni ‘60 ha visto arrivare IBM, Alcatel e altre aziende dell’elettronica, ma che è anche conosciuta per una importante sagra che si svolge a settembre, quella della patata di Oreno, famosa per fritture leggere in quanto non assorbe l’olio.

Come abbiamo visto molto spesso anche Vimercate vanta un ricco passato, con tantissime testimonianze storiche datate fin dall’età romana, per passare poi sotto il dominio dei Visconti e degli Sforza, diventare tra il Sei e l’Ottocento luogo dove costruire diverse ville di delizia e con l’età napoleonica vedere crescere sempre più l’allevamento del baco da seta che trasforma la zona con l’apertura di industrie tessili nel Novecento.

Nel centro di Vimercate si concentrano le testimonianze storiche più interessanti: Palazzo Trotti, oggi sede comunale e bellissimo esempio di dimora rococò del Settecento, il Santuario della Madonna del Rosario, degli architetti Mangone, Richini e Croce, e l’antica basilica di santo Stefano, di età medievale ma rifatta più volte.

Passeggiando per le vie del centro si incontrano i resti del monastero femminile di san Lorenzo, varie ville private e soprattutto si giunge al ponte di san Rocco, originariamente di epoca romana e visibile ora nelle sue forme medievali.

Altro punto di altissimo interesse è Villa Sottocasa, tipico esempio di dimora da villeggiatura brianzola, oggi sede del museo MUST.

Spostandoci nella frazione di Oreno invece si incontrano il Casino di Caccia Borromeo, edificio del Quattrocento che ospita al piano superiore un bellissimo ciclo di affreschi con scene di caccia all’orso e al falcone, e Villa Gallarati Scotti, tra le più belle ville di delizia della zona, di stampo barocco, ma rimaneggiata in chiave neoclassica nei secoli successivi; notevole anche il giardino all’inglese dove si conserva anche un bellissimo ninfeo di Nettuno.

(Foto tratta da Visitaly)

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